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Da Mostar al Polesine la guerra ai Rom continua
biancoenero | 16 Luglio, 2008 22:57

Le impronte digitali ai Rom -compresi i minori dai 6-14 anni, sono solo l’ultimo atto di una persecuzione verso i Rom che perdura dal 1400.

Fatima Seferovic è scappata dalla guerra dell’ex Jugoslavia per arrivare in Italia nel 1991. Ora con permesso di soggiorno scaduto e senza aiuti è ridotta alla disperazione e può essere espulsa in qualsiasi momento dal suolo nazionale assieme ai figli due dei quali nati in Italia. Una situazione –espulsione dal territorio nazionale, che accumuna la famiglia di Fatima a migliaia e migliaia di altre famiglie rom scappate dalla guerra di Jugoslavia e residenti in Italia da decenni e decenni.

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No alla schedatura dei Rom

I NOSTRI CORPI CONTRO IL RAZZISMO DI STATO 

La schedatura dei Rom dei “campi nomadi”, compresi ragazzi dai 6-14 anni, è una schedatura di tipo razzista (rivolta ad una sola sola etnia) che viola le leggi della Coscienza Sociale, la Costituzione (art.3), la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo (art.1-2), le norme del Consiglio d’Europa e la Convenzione Internazionale –ONU dei Diritti dell’Infanzia.

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